giovedì 22 ottobre 2015

REALISMO PITTORICO: DUE PITTORI A CONFRONTO

 
Teofilo Patini, Bestie da soma, 1886. Olio su tela, (l. cm. 416, h. cm. 244). L’Aquila – Collezioni d’Arte dell’Amministrazione provinciale.



Scena tanto realista quanto esplicita della dura vita condotta dalle donne della seconda metà dell'Ottocento abruzzese. Viene ritratto un momento di riposo di tre donne, una delle quali in piedi in evidente stato gravidico, intente a trasportare legna raccolta quale provvista per l'inverno. Dai costumi si ipotizza l'appartenenza delle due donne, vestite allo stesso modo in marrone e verde con gli abiti da lavoro caratteristici, al paese di Rocca Pia, situato alle porte dell'attuale altopiano delle Cinquemiglia, mentre la terza ragazza in primo piano indossa un abito più elegante, abbigliamento tipico dei momenti di festa di Castel di Sangro, paese natale del Patini. L'opera si caratterizza per il forte contenuto di denuncia sociale delle condizioni di vita femminili, come del resto il titolo del dipinto descrive.

ATTIVITA'
Analizza e metti a confronto due dipinti appartenenti a due maestri del Realismo pittorico: Daumier e Patini
 
"Vagone di terza classe" del francese Honoré Daumier, 1862, olio su tela, su tavola, 65x90 cm, National Gallery of Canada Ottawa.    

                           









"Vanga e latte" del pittore italiano, napoletano, Teofilo Patini, 1884, olio su tela, 266x143 cm, Roma, Ministero.                                                  

venerdì 16 ottobre 2015

L'ITALIA DEL PRIMO NOVECENTO

Alla fine dell’Ottocento la società italiana era ancora in gran parte povera e arretrata. La maggioranza della popolazione viveva nelle campagne, ed era soggetta a malattie tipiche della miseria e della malnutrizione, come la malaria nel sud e la pellagra nel Nord. Nelle città, i quartieri popolari erano flagellati dal  colera e dalla tubercolosi, a causa delle pessime condizioni igienico-sanitarie. La mortalità, soprattutto infantile, era ancora molto alta, anche se in lieve calo: negli anni ’80 dell’Ottocento il 20% dei nati moriva nel primo anno di vita, a fine secolo il 17%. Per effetto di questo lieve calo della mortalità, e di un’alta natalità (circa quattro figli per donna, in media), la popolazione cresceva a ritmi piuttosto intensi: dal 1870 al 1900, gli italiani erano passati da 28 a 34 milioni. Ma il sistema produttivo non riusciva ad assorbire questa forza-lavoro in aumento. Più della metà degli occupati lavorava in agricoltura, e le poche industrie non riuscivano ad assorbire l’eccedenza di manodopera delle campagne. Questa disoccupazione, per la verità, non era dovuta soltanto alla crescita demografica:  nel Sud dipendeva dal fatto che i proprietari lasciavano in gran parte incolte le loro immense proprietà terriere, i latifondi; nel Nord, in particolare nelle zone irrigue della pianura padana, ad alimentare la disoccupazione era, all’opposto, lo sviluppo di una moderna agricoltura capitalistica, basata sull’impiego di macchinari agricoli e sul lavoro salariato dei braccianti. L’unico sbocco per le masse rurali senza lavoro fu l’emigrazione verso l’Europa del Nord e, sempre di più, verso le Americhe. Nell’ultimo decennio dell’Ottocento partivano dall’Italia 300.000 emigranti all’anno, un numero che non aveva eguali in Europa.
Dunque, il sistema produttivo italiano non riusciva ad assorbire tutta la popolazione lavorativa. Allo stesso modo, il sistema politico rappresentava solo una parte ristretta della società. Nel quarantennio dopo l’unità (1861), la classe dirigente liberale era stata soprattutto l’espressione dei proprietari agrari, e aveva fatto ben poco per coinvolgere politicamente le masse popolari. Per effetto del suffragio ristretto e del forte astensionismo, i votanti erano piccole minoranze: ad esempio, alle elezioni del 1900 si astenne il 42% degli aventi diritto, e votarono in tutto 1.310.000 persone. Questo favoriva il predominio dei notabili locali, i  personaggi altolocati e influenti che con le loro reti clientelari potevano facilmente controllare i pochi elettori del proprio collegio.
I primi tentativi di costruire moderne organizzazioni politiche e sindacali, avviati dai socialisti e dai cattolici negli anni ’90 dell’Ottocento, erano stati duramente ostacolati dai provvedimenti repressivi di Francesco Crispi, e poi dalla svolta autoritaria dei governi di fine secolo.
All’inizio del Novecento questa situazione cambiò, almeno in alcune parti del paese, per il concorso di tre principali fattori:  1) il decollo industriale;  2)   il nuovo indirizzo politico assunto dal governo di Giovanni Giolitti;  3) l’ingresso sulla scena politica e sociale di movimenti collettivi di diverso orientamento: i socialisti e i cattolici.
ATTIVITA'
Giovanni Giolitti è personalità complessa, su cui il giudizio dei contemporanei e degli studiosi fa registrare forti divergenze. Perché la satira coeva l'ha definito come Giano bifronte (dal nome del Dio romano dalla doppia faccia)?
 
 

martedì 13 ottobre 2015

COME CARATTERIZZARE UN PERSONAGGIO STORICO

La caratterizzazione è la presentazione del personaggio, la delineazione dei tratti specifici del suo aspetto e della sua personalità.
Caratterizzare un personaggio storico non è semplice perché non vuol dire solo presentarlo fornendone un ritratto esteriore e qualche indicazione anagrafica.
Per caratterizzare  un personaggio storico è necessario conoscere i fatti cui il personaggio si è visto attore delle vicende e studiare le sue azioni e i comportamenti da lui assunti.
Come fare?
Mediante un accumulo di elementi che potranno emergere dalle vicende stesse, dal giudizio degli altri personaggi, dalle capacità osservate nei suoi comportamenti che poi sono le azioni che lo vedono protagonista dei fatti o succube degli stessi.
La caratterizzazione di tale personaggio riguarda non solo gli aspetti fisici (la figura-il volto-l'abbigliamento) ma i comportamenti e il carattere, anche per le caratteristiche morali.
L'aspetto psicologico si può individuare analizzando i tipi di reazioni psicologiche che emergono in una situazione specifica, dagli indizi che ne fanno emergere il carattere.
Il personaggio va ambientato nel contesto spazio / tempo e il suo ruolo deve essere individuato con obiettività e valutato per gli aspetti positivi e/o per quelli negativi, senza pregiudizi ideologici.
Il giudizio critico può essere personale e/o dei critici della Storia.
 
ATTIVITA':
Studiando la Storia vi sarete accorti che sono molti i personaggi che hanno avuto il ruolo di protagonista di fatti importanti. In questo post potrai farne la caratterizzazione seguendo le indicazioni date in questa breve lezione dall’insegnante. Fai una breve ricerca in internet, per raccogliere più informazioni sui fatti in cui si muove il personaggio prima di caratterizzarlo e analizza le sue scelte e i suoi comportamenti (max 15 righi, per ciascun personaggio).

venerdì 2 ottobre 2015

IL REALISMO PITTORICO

TITOLO: L'enterrement à Ornans
AUTORE: Gustave Coubert
DATA: 1849
TECNICA: Olio su tela
DIMENSIONI: 315X668 cm
UBICAZIONE: Musée d'ORSAY, PARIS
La rappresentazione della società: la categoria del realismo.
"La delusione storica della restaurazione del 1815 si accentua in seguito all'insuccesso delle rivoluzioni europee del 1830 e del 1848, con la conseguente esasperazione delle tendenze romantiche irrazionalistiche ( abbandono al sogno, il cultro dell'interiorità soggettiva ) ma anche, per contrasto, col rafforzamento di una tendenza realistica, specchio di una dialettica storica reale. Più che in Italia, ancora attardata nel compimento del movimento di liberazione nazionale, la nuova tendenza espressiva è presente nelle altre nazioni europee. Lo sviluppo della scienza e della tecnica ( la macchina a vapore ) muta l'immagine del mondo, mentre la concentrazione di masse proletarie nelle grandi città industriali pone in primo piano la questione sociale. Al culto di valori individuali e all'idealismo si sostituisce l'esigenza di affrontare gli impellenti problemi sociali." ( M.Pazzaglia, Scrittori e critici della letteratura italiana, Zanichelli ).

Il Funerale a Ornans, del 1849-50 è un quadro spettacolare e di dimensioni enormi (misura oltre tre metri per sei e mezzo) che esposto al Salon viene giudicato molto aspramente come un omaggio alla volgarità e alla bruttezza.

 Il termine realismo è molto generico ed indica, in genere, ogni movimento artistico che sceglie la rappresentazione fedele della realtà. Il realismo francese della seconda metà dell’Ottocento non si discosta da altri tipi di correnti realiste. In questo caso la scelta ha però un preciso significato culturale e ideologico: rappresentare la vera condizione di vita delle classi lavoratrici senza nessuna trasfigurazione che mascherasse i reali problemi sociali. Protagonista principale del realismo pittorico francese fu soprattutto Gustave Courbet. La sua pittura produsse un grande impatto su quel panorama artistico francese che considerava ancora l’arte il luogo nobile di fatti epici e grandiosi. Courbet propose invece quadri i cui soggetti erano gente povera, semplice, brutta. Questa scelta di Courbet ebbe un effetto provocatorio e polemico proprio perché aveva l’obiettivo di imporre al pubblico dell’arte, fatta di grandi borghesi, la descrizione di quelle sofferenze delle classi inferiori, la cui colpa era socialmente imputabile proprio agli interessi della grande borghesia. Inutile dire che l’arte di Courbet non ricevette una accettazione entusiastica.

ATTIVITA'
Rispondi alle domande sia in italiano che in francese (max 5 righi per ciascuna risposta):
1a) Perché il dipinto di G. Courbet "Il Funerale a Ornans" fece scandalo?
1b) Pourquoi le tableau de G. Coubert "L'enterrement à Ornans" a-t-il fait scandale? 

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