mercoledì 13 aprile 2016

LA POESIA NUOVA DEL NOVECENTO

ERMETISMO E POESIA "PURA"
  •  INTRODUZIONE Ammessa l' impossibilità di conoscere la realtà vera mediante l'esperienza, la ragione, la scienza, il decadente pensa che soltanto la poesia, per il suo carattere di intuizione irrazionale e immediata possa attingere il mistero, esprimere le rivelazioni dell'ignoto. Essa diviene dunque la più alta forma di conoscenza, l'atto vitale più importante; deve cogliere le arcane analogie che legano le cose, scoprire la realtà che si nasconde dietro le loro effimere apparenze, esprimere i presentimenti che affiorano dal fondo dell'anima.
  • LA POESIA PURA La poesia dell’epoca decadente è concepita come pura illuminazione. Non rappresenta più immagini o sentimenti concreti, rinuncia al racconto, alla proclamazione di ideali; la parola non è usata come elemento del discorso logico, ma per l'impressione intima che suscita, per la sua virtù evocativa e suggestiva. Nasce così la poesia del frammento rapido e illuminante, denso, spesso, di una molteplicità di significati simbolici.
  • La NUOVA POESIA non si rivolge all'intelletto o al sentimento del lettore, ma alla profondità del suo inconscio, lo invita non a una lettura, ma a una partecipazione vitale immediata. Essa si propone di darci una consapevolezza più profonda del mistero. Da questi principi sono nate molte mode letterarie e anche di costume, a cominciare dal simbolismo (rappresentato, ad esempio, dal Pascoli, espressione più conseguente e radicale della nuova poetica), per continuare con l'estetismo (rappresentato, ad esempio, dal D'Annunzio); difatti il Decadentismo ha aspirazioni aristocratiche, che si esprimono nel gusto estetizzante.
  • L’ESTETISMO sul piano artistico si traduce nella ricerca di raffinatezza esasperata ed estenuata. L'idea della superiorità assoluta dell'esperienza estetica induce l'artista a tentare di trasformare la vita stessa in opera d'arte, dedicandosi al culto della bellezza in assoluta libertà materiale e spirituale, in polemica contrapposizione con la volgarità del mondo borghese. La svalutazione della moralità e della razionalità, portarono, tra l'altro, ai vari miti del superuomo.
  • La POESIA SIMBOLISTA è l'espressione letteraria più importante della sensibilità e della cultura del Decadentismo: essa trova il suo precursore in Charles Baudelaire (1821-1867), che verso la metà del secolo XIX, con I fiori del male, segna una svolta radicale nel linguaggio poetico. Al suo magistero si rifanno i francesi Paul Verlaine (1844-1896), Arthur Rimbaud (1854-1891), Stéphane Mallarmé (1842-1898), mentre in Italia Giovanni Pascoli conferisce ai temi e allo stile del Simbolismo dei connotati molto personali.
  • Al SIMBOLISMO va inoltre riconosciuta un'influenza fondamentale su tutta la poesia europea del Novecento. Secondo i poeti simbolisti, la vera realtà non è quella che appare ai nostri occhi: essa non ubbidisce a regole scientifiche e oggettive e non può quindi essere indagata con il solo uso della ragione. Baudelaire afferma che nel mondo naturale l'uomo si muove attraverso foreste di simboli; che deve cercare di decifrare seguendo l'unica forma di conoscenza possibile: quella intuitiva propria della poesia, che consente di penetrare a fondo nell'essenza più autentica delle cose. Da questa concezione derivano i caratteri fondamentali della poesia simbolista.
  • CARATTERI FONDAMENTALI DELLA POESIA SIMBOLISTA è la ricerca di una poesia pura, espressione diretta delle emozioni, che non tollera le mediazioni razionali ed è di natura completamente soggettiva. La poesia si identifica spesso con l'essenza più pura della bellezza. L'uso dell'analogia e del simbolo, che consentono di istituire rapporti tra immagini e contenuti che, secondo la logica razionale, appaiono molto lontani tra loro. L'uso di figure retoriche adatte a esprimere tali rapporti analogici: oltre alla metafora e alla similitudine, l'ossimoro, l'onomatopea e, soprattutto, la sinestesia: essa consente di mettere in relazione immagini e parole che rimandano a sfere sensoriali diverse, rivelando le profondità nascoste dietro le apparenze della realtà oggettiva. La ricerca lessicale che tende a privilegiare le parole maggiormente dotate di forza evocativa, sia sul piano del significato, sia su quello del significante: da ciò consegue, da una parte, la difficoltà e una certa voluta ambiguità dei testi simbolisti, dall'altra la loro raffinata musicalità.
  • CARATTERI DELLA POESIA ERMETICA: la definizione “ermetica”, col passare del tempo ha perduto il suo significato originariamente negativo, allude al carattere volutamente oscuro e difficile di questa lirica, che si rifà all'esperienza del Simbolismo francese e a certi esiti della poesia di Giuseppe Ungaretti e di Eugenio Montale. Tra i più importanti esponenti dell'Ermetismo ricordiamo: Salvatore Quasimodo, Alfonso Gatto, Leonardo Sinisgalli e Mario Luzi.   Caratteri principali a) uso prevalente dell’endecasillabo; b) astrazione e rarefazione delle immagini, in senso non concettuale ma “lirico”, in modo da potenziarne il valore evocativo; c) impiego di accostamenti analogici; d) riduzione del lessico a poche parole-chiave; e) soppressione delle determinazioni (per esempio, degli articoli determinativi) in modo da rendere assoluta e allusiva la parola; f) uso di plurali indeterminati al posto del singolare; g) tendenziale riduzione a zero dei nessi grammaticali e sintattici.
  • Prof.ssa Angelica Piscitello 
  • SECONDA GUERRA MONDIALE IN SINTESI

    In questo video possiamo vedere un riassunto della seconda guerra mondiale. Gli eventi vengono descritti in poco più di un minuto. E' in inglese, ma per voi non è difficile...


    La Seconda guerra mondiale è stata il più grande e disastroso conflitto della storia umana. Durò quasi sei anni, dal 1939 al 1945, e provocò enormi devastazioni umane e materiali. Fu combattuta da un insieme assai ampio di Stati stretti attorno alla Germania, all'Italia e al Giappone da un lato, e alla Gran Bretagna e poi (a partire dal 1941) agli Stati Uniti e all'Unione Sovietica dall'altro, che risultarono infine le potenze vincitrici. Ancor più della Prima guerra mondiale fu una vera e propria guerra totale. La sua conclusione, con il bombardamento atomico del Giappone, segnò l'inizio di una nuova era delle relazioni internazionali, caratterizzata dall'egemonia bipolare degli Stati Uniti e dell'Unione Sovietica.

    domenica 10 aprile 2016

    L'ATTACCO TEDESCO ALLA RUSSIA

    L'operazione Barbarossa è stata la denominazione in codice tedesca per l’invasione dell’Unione Sovietica durante la Seconda Guerra Mondiale; tale nome fu ispirato dalle gesta dell’imperatore Federico Barbarossa. Prese avvio il 22 giugno 1941 e fu la più vasta operazione militare terrestre di tutti i tempi; il fronte orientale, aperto con l’inizio dall’operazione, fu il più grande e importante teatro bellico dell’intera Seconda Guerra Mondiale e vi si svolsero alcune tra le più grandi e sanguinose battaglie della Storia. Nei quattro anni che seguirono l’apertura delle ostilità tra Germania ed Unione Sovietica, decine di milioni di militari e civili persero la vita o patirono enormi sofferenze, sia a causa degli aspri ed incessanti scontri che delle condizioni di vita miserevoli in cui vennero a trovarsi. L’operazione, iniziata meno di due mesi dopo il deludente risultato della battaglia d’Inghilterra, avrebbe dovuto costituire un punto di svolta decisivo per assicurare la vittoria totale del Terzo Reich ed il suo predominio sul blocco continentale eurasiatico, ma il suo fallimento, assorbendo buona parte delle risorse umane, economiche e militari della Germania, provocò la sua completa disfatta.
    Estratto da Wikipedia

    La guerra ebbe inizio il 22 giugno 1941 con l'offensiva generale di sorpresa della Wehrmacht tedesca che sembrò travolgere inizialmente le forze armate sovietiche che subirono enormi perdite e dovettero battere in ritirata fino alle porte di Mosca. Sotto la direzione di Stalin tuttavia, l'Unione Sovietica riuscì lentamente a riorganizzare e potenziare le sue forze e l'Armata Rossa, dopo la grande vittoria nella battaglia di Stalingrado, terminata il 2 febbraio 1943, sferrò una continua serie di offensive che, pur a costo di forti perdite, riuscirono a indebolire gradualmente l'esercito tedesco e a liberare i territori invasi. Nel 1944-1945 infine le truppe sovietiche avanzarono inarrestabili in Europa orientale e in Germania concludendo vittoriosamente la guerra entrando a Berlino e Vienna.

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    IL DUCE: «VENGO ANCH'IO»
    Perché Mussolini si offre di inviare truppe italiane in Russia, a sostegno del Corpo di spedizione tedesco?

    martedì 1 marzo 2016

    LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA

     
    La guerra civile spagnola ebbe inizio nell’anno 1936 e terminò nell’anno 1939. Tutto iniziò quando i nazionalisti fascisti decisero di rovesciare il governo composto dai nazionali e dai repubblicani, dando così il via alla dittatura militare di Francisco Franco che, grazie alla sua ideologia filofascista, era appoggiato dalla Germania hitleriana e dell’Italia fascista. Furono numerosissime le vittime conseguenti alla guerra civile spagnola del 1936, all’incirca una cifra che oscille fra le 500.000 e un milione di persone, e molti furono anche gli intellettuali uccisi come Federico Garcia Lorca. Molti altri intellettuali si videro costretti ad imboccare la via dell’esilio, ad esempio Picasso, Buñuel, Miró, Rafael Alberti, in quanto sostenitori della democrazia.
    I partecipanti attivi alla guerra civile in Spagna furono i fascisti della Falange, movimento politico fascista della Spagna degli ani ’30, i carlisti cioè gli appartenenti al carlismo, movimento di stampo conservatore che difende i discendenti al trono di Carlo Maria Isidri di Borbone di Spagna. Inoltre vi presero parte i monarchici legittimisti, i nazionalisti spagnoli, conservatori e forze politiche reazionarie e parte del clero cattolico.
     
    CLICCA LUL LINK PER VEDERE IL VIDEO DELLA GUERRA CIVILE SPAGNOLA:            LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA
     
    Le cause della guerra civile in Spagna affondano le proprie origini negli anni venti, quando la Spagna era dominata dal generale Primo de Rivera il cui governo non fu in grado di affrontare la crisi economica del 1929 alla quale seguì inevitabilmente una crisi politica che si concluse nel 1931 con la fine della monarchia e l’inizio della repubblica. Da questo cambiamento derivarono dei violenti conflitti fra la sinistra e i conservatori, fra i quali emerse il movimento della Falange sostenuto da Mussolini. Data l’imminenza delle elezioni del 1936, i sostenitori di sinistra si riunirono in quello che venne definito il Fronte Popolare, con una conseguente reazione dei conservatori appoggiati dagli ecclesiastici e dai militari. Fra questi emerse la figura di Francisco Franco che si pose a capo della guerra civile spagnola.
    Italia fascista e Germania nazista inviarono a Franco ogni tipo di aiuto in termini di armi e pezzi d’artiglieria, violando l’embargo precedentemente fissato. Al medesimo tempo l’Unione Sovietica guidata da Stalin appoggiò i repubblicani inviando loro finanziamenti, armi e mezzi corazzati. I volontari antifascisti diedero vita alle cosiddette Brigate Internazionali che in Italia assunsero il nome di Brigata Garibaldi, gli statunitensi assunsero il nome di Brigata Lincoln e i canadesi di Mackenzie-Papineau. Anche la Francia appoggiò la Spagna Repubblicana, essendo all’epoca guidata dal Fronte Popolare, ma rimanendo comunque estranea al conflitto.
    Nel 1937 Franco conquistò differenti città, Malaga, Guernica, Segovia, Aragona, Santander, Gijón. Nell’agosto dello stesso anno il Vaticano riconobbe il governo di Franco. Nel 1939 la guerra civile spagnola si sviluppò con la conquisto della Catalogna. Nel febbraio dello stesso anno il Regno Unito e la Francia si videro costretti a riconoscere il governo di Franco. Nel frattempo Franco conquistò Valencia e Madrid.
     
    Per approfondire leggi dall'E-BOOK:  LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA
     
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    Analisi  del dipinto di Pablo Picasso: Guernica 1937 olio su tela 351 x 787 cm, Museo del Prado, Madrid.

    venerdì 19 febbraio 2016

    LA SECONDA GUERRA MONDIALE

    LA CRONOLOGIA DEGLI EVENTI:
     
     
    La causa (di comodo) che portò allo scoppio della  seconda guerra mondiale fu costituita dalla questione di Danzica implicante le più decise rivendicazioni della Germania hitleriana sul «corridoio polacco», ma le vere cause della guerra erano assai più remote e complesse possono essere riassunte nelle seguenti:
     1 - il contrasto franco-tedesco, determinato dalla volontà di rivincita della Germania, che mirava al controllo del Trattato di Versailles e alla conquista del primato militare europeo.
     2 - il contrasto anglo-tedesco, determinato dall'insopprimibile volontà di potenza della Germania, che mirava sempre più apertamente e dichiaratamente alla conquista del primato politico ed economico europeo.
     3 - il contrasto italo-francese, determinato dalle divergenze d'interessi tra i due paesi, soprattutto nell'Africa e dalle rivendicazioni del nazionalismo fascista, che avanzava le più temerarie pretese su Nizza, sulla Savoia e sulla Corsica.
     4 -  il contrasto Italo - inglese, determinato dall'atteggiamento ostile assunto dall'Inghilterra nei nostri confronti al tempo dell'«impresa etiopica», e dalle preoccupazioni che suscitavano in Inghilterra gli aspetti sempre più aggressivi della nostra politica nazionalistica nel Mediterraneo (pressanti rivendicazioni sull'isola di Malta; aspirazioni al controllo del Canale di Suez, ecc.).
      5  - l'espansionismo imperialista del Giappone in Estremo Oriente, sfociato fin dal 1937 in guerra aperta contro la Cina.
     6  - l'avvicinamento italo-tedesco, o, per meglio dire, tra l'Italia fascista e la Germania nazista, determinato dall’affine ideologia, dai sempre più stretti accordi economici e politici, e dalla medesima tendenza all’imperialismo. Quest’avvicinamento tra i due stati aveva trovato la sua attestazione nella firma dell'Asse Roma - Berlino (ottobre 1936), nell'adesione del Mussolini al Patto Anticomintern (novembre 1937), e nella firma del Trattato di alleanza italo-tedesco (il cosiddetto «Patto d'acciaio», maggio 1939).
    Tutte queste cause però si possono ridurre a una sola. La più vera e profonda causa della guerra fu, infatti, la brutale aggressività del nuovo imperialismo tedesco. Hitler non aveva esitato a iniziare una vera e propria corsa alla guerra, procedendo inesorabilmente all'annessione dell'Austria (il cosiddetto Anschluss) e alla conseguente conquista e spartizione della Cecoslovacchia. La cosiddetta questione di Danzica e del «corridoio polacco» non fu che l'ultimo atto di una fatale tendenza imperialistica, che doveva portare inevitabilmente alla guerra.
     
    CLICCA SUL LINK PER VEDERE IL VIDEO SULLA SECONDA GUERRA MONDIALE:
     
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    Quali erano le armi  "armi-meraviglia" o "armi-miracolo" dei nazisti?

    giovedì 11 febbraio 2016

    IL GIORNO DEL RICORDO DELLE VITTIME DELLE FOIBE

    Dopo la "Giornata della memoria" del 27 gennaio per le vittime della Shoah, il 10 febbraio in tutta Italia si celebra il "Giorno del ricordo" per non dimenticare i cinquemila italiani massacrati in Istria, Dalmazia e Venezia Giulia tra il 1943 e il 1945.

    Uccisi dai partigiani comunisti di Tito solo perché erano italiani: una "pulizia" politica ed etnica in piena regola, mascherata come azione di guerra o vendetta contro i fascisti.

    In realtà nelle cavità carsiche chiamate foibe vennero gettati ancora vivi, l'uno legato all'altro col fil di ferro, uomini, donne, anziani e bambini che in quel periodo di grande confusione bellica si erano ritrovati in balìa dei partigiani comunisti jugoslavi.

     Il "Giorno del ricordo" non è solo dedicato alle vittime delle foibe, ma anche alla grande tragedia dei profughi giuliani: 350 mila costretti all'esodo, a lasciare case e ogni bene per fuggire con ogni mezzo in Italia dove furono malamente accolti.

    In gran parte finirono nei campi profughi e ci rimasero per anni. Uno di questi campi fu organizzato anche a Fertilia. Per mezzo secolo sulle stragi delle foibe e sull'esodo dei giuliani si è steso un pesante silenzio.
     

    sabato 6 febbraio 2016

    L'INETTITUDINE COME CONDIZIONE APERTA

     
    Analisi del testo: LA COSCIENZA DI ZENO di Italo Svevo
     
    Nel saggio "L'uomo e la teoria darwiniana" Svevo, esponendo una sua riflessione sulla teoria darwiniana dell'evoluzione naturale, giunge a pensare che il malato è l'uomo vero, "l'uomo più umano che sia stato creato".
    L'inetto è un "abbozzo", un essere in divenire, che ha ancora la possibilità di evolversi verso altre forme proprio grazie alla sua mancanza assoluta di uno sviluppo marcato in qualsivoglia senso, mentre gli individui "normali", "sani", che sono già perfettamente compiuti in tutte le loro parti, sono incapaci di evolversi ulteriormente, si sono arrestati nel loro sviluppo e cristallizzati nella loro forma definitiva.
    L'inettitudine non appare più, dunque, un marchio d'inferiorità, che condanna ad un'irrimediabile inadattabilità al reale e quindi alla debolezza e alla sconfitta, ma una condizione in qualche modo privilegiata, aperta e disponibile.
    L'atteggiamento di Svevo verso l'inetto è un atteggiamento più aperto e problematico, disposto a guardare all'inetto anche con simpatia, ad accettarlo nella sua mescolanza di positivo e negativo.

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    Rispondi alle domande (max 5 righi) in che modo Zeno Cosini, protagonista-narratore dell'opera "La coscienza di Zeno", dice di essere guarito dall'inettitudine? Da che cosa invece non si può guarire?